Il Mattino di Padova

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Oggi, in edicola, l'articolo de il mattino di Padova che parla del team FELDs!!!
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PADOVA. Fanno circa cent’anni in cinque, ma hanno vinto un premio che si contende l’Europa intera. Tutti padovani e tutti ingegneri, Davide Petrillo, Alessandro Cavinato, Marco Gaino, Federico Chiariotti e Marco Buonomo sono gli ingegneri selezionati per il progetto Drop your thesis promosso dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa). È la prima volta che l’Università di Padova entra in concorso, ed è anche la prima volta che viene presentato un progetto simile.

«Altri anni» spiega il team leader Davide Petrillo «sono stati selezionati soprattutto progetti di ambito chimico-biologico, per esempio lo studio di una molecola in determinate situazioni, o il comportamento di un gas». Il progetto dei ragazzi padovani, invece, è di natura meccanica. «Nello spazio» spiega Alessandro Cavinato «in assenza di gravità, si usano sistemi di aggancio, per esempio tra sonda e satellite, o tra due satelliti, o tra satellite e stazione internazionale, solo per fare qualche esempio. Attualmente si usano dei bracci robotici: bisogna individuare l’obiettivo, identificarlo con precisione e quindi agganciarlo, con un notevole dispendio di energia. Ci è sembrato più semplice sostituire il braccio robotico con qualcosa di flessibile».

Con parole poco ingegneristiche, il sistema flessibile si può intendere come un filo con attaccata una palla. La palla si autocentra, si attacca all’oggetto e lo aggancia. «La nostra idea» raccontano ancora i ragazzi «è piaciuta al professor Alessandro Fracesconi, di Ingegneria aerospaziale, che ci ha sostenuti e spinti a partecipare al concorso. Partivamo con poche speranze, c’era l’Europa intera a sfidarsi. Ma ce l’abbiamo fatta».

Adesso, però bisogna passare dalle teoria alla pratica. «Concretizzare il progetto, ovviamente, non è facile» racconta ancora Petrillo «sorgono problemi in continuazione e Padova non è attrezzatissima. Ma abbiamo il supporto del professor Francesconi, del Centro Inderdipartimentale di studi e attività spaziale e di tanti dottorandi e ricercatori che vi collaborano». L’Esa ha finanziato la realizzazione del progetto e, soprattutto, il collaudo, che avverà a Brema, in Germania, verso novembre. Il sistema di aggancio verrà lanciato dalla torre “Zarm” in una capsula: farà un volo di 120 metri, scendendo in caduta libera per circa 5 secondi. In quell’intervallo di tempo si creerà la mancanza di gravità e sarà la prova del nove. E se non funziona? I ragazzi sono ottimisti: «non succederà».


http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2014/06/06/news/un-idea-padovana-cattura-i-satelliti-1.9371413
 — con Davide Petrillo e altre 4 persone.

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