Articolo su il Vivi Padova

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Ecco qui il primo articolo pubblicato dal #vivipadova, quotidiano on-line degli studenti dell'Università di Padova!!

Nelle future missioni spaziali potrebbe trovare posto uno strumento “firmato” dall’università di Padova. Un gruppo di cinque studenti magistrali delle facoltà di Ingegneria aerospaziale, elettronica e delle telecomunicazioni è stato selezionato, unico in Europa, per partecipare al programma “Drop your thesis!”con cui l’Esa, l’Agenzia spaziale europea, offre ogni anno a una squadra di studenti universitari l’opportunità di effettuare un esperimento scientifico in condizioni di microgravità, simulando quelle dell’orbita terrestre.

L’idea del team, formato da  Davide Petrillo, Alessandro Cavinato, Marco Gaino, Federico Chiariotti e Marco Buonomo, nata all’interno del corso di laurea di ingegneria aerospaziale, è quella di testare un nuovo sistema di aggancio elettromagnetico tra veicoli spaziali collegati meccanicamente tramite un filo flessibile, chiamato FELDs, ovvero Flexible electromagnetic leash docking system.  Oggi le operazioni di questo tipo vengono effettuate con organi meccanici tramite bracci robotici, e richiedono grande precisione e molti controlli, mentre il sistema ideato dagli studenti padovani sarebbe più flessibile e in grado di autoregolarsi.
Questa innovativa tecnologia potrebbe quindi essere utilizzata per vari scopi, tra cui il recupero dei numerosi detriti spaziali lasciati dalle missioni realizzate nel passato, il rifornimento di propellente a satelliti attivi e altre operazioni di aggancio e collegamento.

I cinque studenti sono ora impegnati nella lunga fase di dettagliata progettazione e costruzione dell’esperimento, supportati dal dipartimento di Ingegneria Industriale (Dii) e dal Centro interdipartimentale di studi ed attività spaziali (Cisas) dell’universitàFase che si concluderà nel mese di Novembre, quando la squadra partirà per Brema per la vera e propria campagna di lancio: il cuore dell’opportunità offerta dal programma dell’ESA, infatti, consiste nella possibilità di utilizzare la torre di caduta ZARM dell’università di Brema, alta 146 metri e in grado di simulare le stesse condizioni di microgravità presenti nella Stazione spaziale internazionale (Iss), all’interno della quale verrà rilasciata la capsula contenente l’esperimento.

Oltre alla soddisfazione di essere arrivati primi superando la concorrenza di squadre provenienti dalle università di tutta Europa, per il team FELDs c’è ora l’emozione di mettersi alla prova in un settore nel quale l’interesse per tecnologie e sistemi innovativi sta crescendo costantemente.

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